POLIESTERE – VISCOSA: conoscerli meglio per un migliore utilizzo


E’ sempre più difficile indentificare un tessuto. Due sono le maggiori distinzioni tra le fibre tessili: le fibre naturali (di origine animale o vegetale, come la lana e il cotone) e le fibre chimiche, ottenute attraverso una reazione chimica.

Le fibre chimiche si suddividono a sua volta in due altre categorie:

le fibre artificiali (ottenute a partire da materiali naturali, come il legno, il caucciù e la soia, ai quali viene riservato un trattamento chimico al fine che possano trasformarsi in fibre ed essere filate). A queste appartengono la viscosa e il Modal.

Le fibre sintetiche (ottenute dalla sintesi di differenti composti chimici) delle quali fanno parte il poliestere e il poliammide.

Le tecniche utizzate per produrre le fibre sintetiche e le fibre artificiali sono complesse tanto da poter permettere a un capo realizzato in quel determinato tessuto, di avere l’aspetto di un tessuto di alta qualità.

Ad oggi, la maggior parte dell’industria tessile è prodotta da un insieme di fibre naturali (cotone, lana, lino) e fibre artificali o sintetiche. Da una parte per una questione di costo e dall’altra per dare alle fibre tessili delle caratteristiche che le sole fibre naturali non possiedono: elasticità (grazie a l’elastanne), impermeabilità, capacità di non stropicciarsi, ecc…

IL POLIESTERE


Il poliestere gode una cattiva reputazione… Ma se di buona qualità, il poliestere non è per niente “cheap”! Non a caso l’industria del lusso lo utilizza spesso nella creazione di abiti che vediamo sfilare sul red carpet!

Un poliestere di buona qualità dovrebbe essere opaco, morbido e non dovrebbe stropicciarsi facilmente manipolandolo. Queste le caratteristiche per un poliestere di bell’spetto e con un bel drappegio. Inoltre è uno dei materiali più facili da mantenere, ultra resistente, lavabile in acqua a 30°, non scolorisce (i colori sono ben fissati), non è necessario stirarlo e asciuga rapidemente.

E’ il tessuto perfetto per realizzare una tuta con con drappeggio o dalla linea morbida, un abito incorciato, un top morbido, una gonna con un bel movimento, un pantalone largo…

LA VISCOSA


Chiamata anche “seta artificiale”, poichè ottenuta attraverso un processo chimico che permette di ottenere una tessitura setosa senz aver bisogno di impiegare bachi da seta e quindi più conveniente e meno caro. Come la seta, crea dei drappeggi fluidi e naturali. Una viscosa di qualità mediocre la si riconosce subito dal suo aspetto leggermente brillante. Una viscosa di eccelente qualità avrà un aspetto di un cotone, morbido e delicato dal drappeggio fluido e soffice. E’ un tessuto dal facile mantenimento, che non restringe dopo il lavaggio in acqua ma che necessità di una buona stiratura post lavaggio per riacquistare il suo aspetto originale di morbidezza e fluidità. La maggior parte della viscosa è ideale per realizzare delle bluse fluide, degli abiti chemisier, delle morbide tuniche, dei pantaloni larghi…

LA NOZIONE DI CREPE


Il poliestere e la viscosa sono due tipi di fibre, il crêpe invece è un tipo di tessitura: “l’armatura” (modo di intrecciarsi dei fili di orditi con quelli della trama).

L’armatura crêpe è costituita da fili avvolti e assemblati in maniera irregolare, questi intrecci associati al numero di fili utilizzati conferiscono al tessuto un aspetto più o meno granuloso e più o meno spesso.

Il crêpe non è una fibra, si parla sempre di crêpe di una fibra:  crêpe di poliestere, crêpe  di viscosa.

L’autunno è il periodo migliore per scegliere questo tipo di tessuti, comodi da indossare e facili da lavare, soprattutto alcuni di essi non hanno bisogno di essere stirati ma una volta asciugati possono essere riposti nell’armadio, con un grande risparmio di tempo e fatica.

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3 Comments

  1. wedreamaloud ha detto:

    Articolo interessante.. Grazie 🙂

  2. Anna Fiore ha detto:

    Ma quindi per rispettare l’ambiente e gli animali e allo stesso tempo indossare capi che non fanno male alla pelle , quali tessuti bisogna prediligere?

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