Jersey: il tessuto nato in pescheria, diventato una vera e propria mania

Come avrete notato dal nostro blog, stiamo passando in rassegna tutte le tipologie di tessuti e le loro origini, non poteva quindi mancare un articoletto dedicato ad uno dei più utilizzati e diffusi del XXI secolo: il Jersey.

Esso però non è un semplice tessuto, anzi se dobbiamo dirla tutta si tratta di un tessuto non tessuto poiché non viene realizzato a telaio con trama e ordito, ma su macchine circolari di elevata finezza che permettono di ottenere una stoffa a maglia rasata.

Il nome indica generalmente tutti i prodotti di maglieria industriale e, a differenza di quasi tutti gli altri, essi sono caratterizzati da un’elevata elasticità sia in lunghezza che in larghezza e, se creati “a catena”, risultano indemagliabili (i fili non perdono la maglia in seguito a rottura, vi troverete infatti un buco fermo che non può smagliarsi o disfare il tessuto).

Per realizzare il Jersey è possibile utilizzare qualsiasi fibra tessile, ma le più diffuse sono cotone, viscosa e lana.

Esso può essere usato in qualsiasi ambito: dall’abbigliamento all’arredamento, fino alla realizzazione di scarpe se abbinato a cuoio e/o gomma.

Se poi al tessuto jersey viene aggiunto l’elastam (fibra sintetica), l’elasticità aumenta e il tessuto diventa l’ideale per il confezionamento di abbigliamento, in particolare di quello sportivo.

I tipi di tessuto Jersey realizzabili sono principalmente 6:

  • Jersey di cotone (o interlok): 100% cotone, opaco, leggero, elastico e morbido, ideale per magliette e camice estive
  • Single Jersey (o trikot): lavorato a maglia a strato unico, presenta un dritto e un rovescio e gli viene spesso aggiunto elastam per una maggiore elasticità.
  • Jersey di lycra: 80% poliestere e 20% lycra, è molto elasticizzato e viene usato per i vestiti lunghi.
  • Jersey di viscosa (fibra polinosica): 100% viscosa, cade in modo particolarmente elegante grazie alla sua setosità; viene infatti usato per vestiti, gonne e top.
  • Jersey doppio (o double jersey o jersey romanit): in questo caso le macchine utilizzate hanno 2 serie di aghi ed è un mix di spandex, viscosa e poliestere. E’ decisamente più pesante e compatto, infatti viene usato per abiti invernali e cardigan.
  • Jacquard Jersey: double face presenta un motivo lavorato a maglia; meno elasticizzato, cade davvero bene.

I vantaggi del tessuto?

  • elasticità
  • morbidezza
  • traspirazione
  • leggerezza
  • capacità assorbente
  • facile da lavare
  • facilmente modellabile, si adatta perfettamente alle forme del corpo

Ma che origini ha questo tessuto?

Esso nacque intorno al XIX secolo, ed essendo più pesante veniva usato per la realizzazione di capi da pescatore sull’Isola da cui prende il nome: Jersey, posta nel Canale della Manica.

Ritenuto un tessuto umile e poco adatto alla sartoria non venne però utilizzato in nessun altro modo fino a quando l’unica ed inimitabile Coco Chanel nel 1916, decise di acquistarne una grande partita lavorata a macchina dall’industriale tessile Jean Rodier. Ella con la sua originalità, decise di usarlo per dare vita ai suoi schizzi e ai suoi meravigliosi modelli principalmente perché si trattava di un tessuto economico, ma continuò ad utilizzarlo anche all’apice del successo perché riconobbe in esso una grande comodità ed un’ottima vestibilità.

Del resto fu lei stessa ad affermare :

“Creo una moda in cui le donne possano vivere, respirare, sentirsi comode e sembrare più giovani.”

E come possiamo immaginare, vista la diffusione di questo tessuto nel campo dell’abbigliamento, Coco non aveva poi tutti i torti.

Del resto, indossare un capo bello che sia anche comodo non ha prezzo.

Ecco un piccolo assaggio della nostra collezione:

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