Versace: un’icona della moda con una storia tutta italiana

La storia della casa di moda Versace è una storia nella sua essenza profondamente italiana: partita dalle competenze sartoriali di un’attività artigianale di famiglia, ha contribuito a rendere Milano una delle capitali della moda grazie all’intuito e al talento di Gianni Versace che però fin da subito ha coinvolto in questo sogno parti importanti della sua famiglia.

Gianni Versace ha infatti imparato a fare il sarto nella prestigiosa sartoria materna a Reggio Calabria e poi, dopo un periodo come designer per altre case di moda a Milano come Callaghan, ha  fondato la sua maison nel 1978 accompagnato fin dal principio nel percorso da suo fratello Santo. 

La sorella, Donatella, invece si unì all’avventura una decina di anni dopo, come responsabile artistica della linea dedicata ai giovani “Versus”. Proprio Donatella Versace ha preso in mano le redini di questo brand che ha rivoluzionato la moda internazionale, dopo il tragico omicidio di Gianni a Los Angeles nel 1997, riuscendo a mantenerla a un livello di eccellenza fino ai giorni nostri. 

Versace significa audacia, sperimentazione, top model

Se si pensa a Versace si pensa subito a mood grintosi, rock, audaci e al periodo dorato delle top model. Un mito quest’ultimo che, in un certo senso, si può dire venne inventato da lui, quando intuì le potenzialità di collegare il mondo della moda a personaggi sempre più riconoscibili ed amati sulle passerelle. 

Tutti i nomi delle top model rimasti nella storia come Naomi Campbell, Carla Bruni, Claudia Schiffer e Cindy Crawford, ebbero infatti uno stretto legame con questa casa di moda e con il suo iconico fondatore.

Il collegamento del brand a volti noti che ne diventarono in un certo modo ambasciatori si allargò poi nello stesso periodo, a partire dalla metà degli anni ‘90 ad altri mondi, comprendendo celebrità come la principessa Diana ed Elton John. 

Ciò che ha caratterizzato fin dall’inizio questa casa di moda è l’uso di materiali come la pelle o il pizzo e delle combinazioni sexy e audaci come quella resa celebre da Elizabeth Hurley alla prima del film “Quattro Matrimoni e un Funerale” nel 1992. Quello che venne ribattezzato dalla stampa  “pin dress” – perché il tessuto nero che lasciava scoperte ampie aree del corpo dell’attrice era tenuto insieme sui fianchi da spille da balia – fece letteralmente il giro del mondo. 

Inoltre, altri elementi caratteristici di Versace sono le stampe: le più famose sono quelle ispirate all’antica Grecia – un tema ricorrente a partire dal logo della Maison, che è la celebre  testa di Medusa. Ma nel corso del tempo l’ispirazione per esse ha attinto anche al mondo pop – ad esempio utilizzando i lavori di Andy Warhol – o ha dato vita a peculiari personalizzazioni come quelle per Nelson Mandela o Elizabeth Taylor. 

Infine, un’altra caratteristica di Versace è l’uso di reti e maglie metalliche come quelle che compongono il celebre tessuto “oroton”, indossato anche nella sfilata tributo diventata il vero e proprio main event della Fashion Week di Milano del 2017, a cui hanno preso parte tutte le più celebri top model più legate allo stilista scomparso.

Un momento emozionante che è rimasto nel cuore non solo degli appassionati di moda, ma di chiunque ricordi i momenti più belli e i simboli di un’epoca come quella degli anni ‘90, diventata ormai un vero e proprio decennio cult.

 

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