Pantaloni da donna? Si. Ma da quando?

This post is also available in: English

Pantaloni da donna? Si. Ma da quando?

Quella che vi andremo a raccontare è infatti la storia di una battaglia, cominciata secoli fa, e finita solo da pochi decenni.

Donne con le gonne, oltre a essere un famoso film, è anche stato un rapporto praticamente immutato fino a pochi decenni fa. La donna, infatti, doveva indossare la gonna.

Anche se in realtà i pantaloni da donna nascono oltre 2000 anni fa, quando gli abitanti delle steppe tra Europa e Russia e Asia, utilizzavano dei calzari per andare a cavallo.

Questi dovevano essere robusti e duraturi. Proprio da questo nacque, molto probabilmente, il mito delle Amazzoni.

Pantaloni che peraltro, tra Greci e Romani non erano nemmeno indossati dagli uomini, che, come ci ricordano gli scritti, indossavano lunghe “sottane”. Fu solo incontrando i guerrieri del nord, nelle sortite di conquista oltralpe, che i Romani per la prima volta videro questi calzoni indossati, appunto, dai Galli.

Passarono gli anni, i decenni, e le “brache” diventarono indumento di uso comune, ma solo tra gli uomini. Non esiste un motivo unico, o forse “ufficiale” del perchè, ma molto probabilmente negli antichi versi, sia ebraici che Cristiani, vi era citato l’obbligo della donna di astenersi da vestire abiti maschili.

Giovanna d’Arco, tra pensieri e fatti “poco ortodossi all’epoca in corso”, usava vestirsi da uomo e portare i capelli corti.

I pantaloni da donna negli ultimi 5 secoli

Con il lento scorrere dei secoli, nacquero indumenti “ibridi”, come per esempio le “braghesse”, utili soprattutto per andare a cavallo e portate in auge presso la corte Francese da Caterina de’ Medici. Era il XVI secolo. Oltre 1500 anni dopo l’avvento dei pantaloni.

Con il passare del tempo furono gli avvenimenti a far si che i pantaloni diventassero indumento anche da donna. Prima con l’avvento dell’industrializzazione, soprattutto nel Regno Unito, dove le donne cominciarono ad entrare nel mondo del lavoro automatizzato e dove le fabbriche non erano “posto adatto per le donne in gonnella”, quindi i pantaloni vennero sdoganati anche per donne.

Ci vollero i primi movimenti di emancipazione e diritti femminili a far si che i pantaloni venissero in qualche modo inseriti nell’armadio femminile. Erano i “bloomer”, dal nome di colei propose questo indumento più comodo in sostituzione, quando possibile, della gonna. Ma tutte coloro che provarono a indossarli, vennero spesso pesantemente insultate e addirittura venne vietato loro l’accesso a chiese.

Con l’avvento delle grandi guerre, quando con gli uomini in battaglia le donne presero il loro posto a lavorare nei campi e nelle fabbriche, i pantaloni divennero finalmente se non di quotidiano utilizzo, almeno accettati.

A sdoganare definitivamente i pantaloni ci volle, come quasi sempre nel caso della moda, il cinema, in special modo il cinema Americano.

Dive importanti come Marlene Dietrich o come Katherine Hepburn diedere il loro forte, fortissimo contributo.

Dagli anni sessanta e con l’avvento del jeans, di cui abbiamo parlato in questo articolo, il binomio donna-pantaloni è diventato sempre più forte e quotidiano.

Oggi possiamo trovare nell’armadio di ogni donna ogni genere di pantalone: a vita alta, a vita bassa, stretto in vita o largo sui fianchi. Pantaloni eleganti o comodi, pantaloni.. da donna.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *