Anni ’20/’30: la moda e i tessuti degli anni Ruggenti

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Da oggi sul nostro Superblog abbiamo deciso di cominciare una nuova serie di articoli, nei quali approfondiremo le mode e gli stili che hanno caratterizzato i periodi storici a partire dall’inizio del ‘900.

Per partire in grande stile, abbiamo pensato agli anni ’20/’30, i cosiddetti ANNI RUGGENTI, nonché gli anni del dopoguerra, della rinascita, della ricostruzione di città, ma anche degli animi dei popoli coinvolti nel primo grande conflitto mondiale.
Visti come una nuova epoca di ottimismo, benessere e speranza, la moda si aprì alla masse, diventò alla portata di tutti, grazie alle nuove tecnologie in grado di realizzare nuovi e più economici tessuti sintetici.

In questo periodo storico la donna e il suo ruolo nella società cominciò a cambiare, da un certo punto di vista in meglio, poiché in mancanza degli uomini costretti al fronte (e in alcuni casi mai più tornati), si trovarono di fronte ad un’inevitabile emancipazione che le portò a rimboccarsi le maniche, dandogli accesso a settori fino a quel momento impensabili e quindi a cambiare il loro stile di vita.
Di conseguenza sia le donne del popolo che quelle appartenenti alle classi più agiate cominciarono a sentire il bisogno di poter indossare abiti semplici e pratici che dessero maggiore libertà di movimento.

Le ragazze del “preguerra” erano ormai un lontano ricordo; le ragazze degli anni ’20 volevano essere indipendenti, cominciarono infatti a studiare, a guidare automobili e addirittura aerei, a giocare a tennis e a golf, a viaggiare, fumare, bere cocktail, ascoltare il jazz e soprattutto ballare proprio come gli uomini. 

Lo stile che adottarono, detto alla “garçonne”, era quindi sicuramente più androgino e cambiò anche i canoni di bellezza: le forme del corpo si assottigliarono sempre di più e si passò in poco tempo dalle curve a fisici più filiformi; il seno veniva appiattito da un reggiseno fatto apposta, perché non fosse troppo prosperoso e i capelli si accorciarono, il tutto naturalmente senza mai rinunciare alla femminilità.

Concetti come autonomia e comodità salirono in prima posizione sia in campo lavorativo che mondano, le donne volevano potersi vestire in autonomia e volevano potersi muovere liberamente durante il giorno e soprattutto la sera, nei locali, per ballare il charleston, il fox-trot ed il jazz! 

Gli abiti erano quindi semplici, dalle linee dritte e la vita bassa.
I tessuti utilizzati per realizzarli erano morbidi e leggeri come lo chiffon, il tulle, l’organza e la seta; le gonne plissè o a pieghe, via via sempre più corte, aderenti al corpo, ma morbide, venivano impreziosite da frange e perline e lasciavano scoperte le gambe mostrando le prime calze color carne.
Spesso gli outfit venivano poi adornati con piume, stole, lunghi fili di perle, foulard, nastri, paillettes, lustrini e spille (più o meno preziose); in testa non poteva mancare il cappellino a cloche e fra gli accessori più desiderati rientravano i colli in pelliccia di volpe.
Molto diffusi furono inoltre i twin-set in lana e cotone sia per la quotidianità che per lo sport.
Fra i tessuti ereditati dalle divise della guerra troviamo lane tweed a fantasie maschili, gessati pied de poule e principe di galles.

I colori oltre al nero, tendono al marrone, al bordeaux all’arancione e al viola.
Anche le scarpe puntano sulla comodità con tacchi da 6/7 cm e cinturini con fibbie per tenere il piede ben saldo.

In questo decennio sono diversi i nomi del mondo della moda fra i quali ricordiamo, Vionnet, Patou, Lanvin, ma soprattutto Coco Chanel.

Fin dal primo giorno nel lontano 1919, Gabrielle Chanel, si concentrò proprio sulla funzionalità degli abiti; desiderava infatti che ogni donna potesse indossare facilmente i suoi capi, mettendo tutte le chiusure a portata di mano e che stesse sempre comoda senza mai rinunciare alla finezza.
Si specializzò nella lavorazione del JERSEY (scopri di più: Jersey: il tessuto nato in pescheria, diventato una vera e propria mania), tessuto elastico e luminoso, per la realizzazione di camicette alla marinara, morbide gonne a vita bassa, giacche, maglioni, cardigan e oltre al classico tailleur femminile, nel 1926 lanciò “le petite robe noir”, il suo tubino nero che entrò nella storia, sorprendendo tutti con la sua elegante semplicità.
(Scopri di più su Chanel: La Giacca Chanel: icona di stile ed eleganza senza tempo)

Anche all’uomo venne concessa un pò più di comodità: le spalle delle giacche si allargarono un po’, così come i pantaloni e dal 1928 si diffusero gli spezzati (completi con giacca e pantaloni di colori diversi).
Entrarono nel guardaroba i colori chiari per il giorno, il doppio petto e i risvolti ai pantaloni. Fra i tessuti ebbe successo l’eleganza del principe di Galles (leggi anche: Principe di Galles: le origini di un tessuto nobile).

Ecco alcuni dei nostri tessuti per un look in pieno stile anni ’20! Visita il nostro SHOP!

1 Comment

  1. sonia ha detto:

    Bellissima l’idea di questi articoli!

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