Scopriamo insieme i coloratissimi tessuti Wax!

La storia di questo coloratissimo tessuto di cotone, cerato su entrambi i lati per garantire una maggiore resistenza, affonda le sue radici all’inizio del 1600 quando la Compagnia olandese delle Indie Occidentali e Orientali si stabilì nella Gold Coast o Côte de l’Or, ossia l’attuale Ghana, fino al 1872, per accaparrarsi i giacimenti e proteggere le maggiori tratte commerciali.

Ma fu solo durante l’occupazione di Java (Indonesia) nel 1830 che gli olandesi si servirono di circa 3000 soldati ghanesi, per mantenere il predominio sull’isola e scoprirono affascinati gli indonesiani tessuti BATIK. Essi prendevano il loro nome dalla tecnica di tintura con cui vengono realizzati detta “a riserva”, ottenuta impermeabilizzando con la cera una parte della superficie da tingere, per poi applicare i colori sulle parti rimaste del colore originale ottenendo così la fantasia voluta.
Gli olandesi, da bravi commercianti, s’interessarono subito a questo genere di tessuto per imparare le tecniche di stampa con cera a caldo o Wax (da cui prende il nome il genere di tessuto), mettendole a punto e rivendendo i tessuti nelle colonie olandesi dell’Indonesia.
Nel 1864 Pieter Fentener van Vlissingen, un imprenditore di Helmond, fondò Vlisco, riuscendo a semplificare la complessa tecnica di tintura con l’invenzione delle macchina da stampa e dei coloranti sintetici. Fu così che la varietà e soprattutto la quantità dei Wax aumentò notevolmente così come i commercianti olandesi che si spingevano verso l’Indonesia per rivenderli, ma una volta giunti alle colonie non ottennero il successo sperato. Infatti, nonostante i tessuti fossero meno cari degli originali, venivano considerati come copie e ritenuti meno pregiati, anche perché la tecnica industriale recava qualche imperfezione.

Ma come giunsero in Africa? Semplice, le navi che trasportavano i prodotti Vlisco in India e Indonesia facevano tappa lungo le coste africane e in cambio di provviste e rifornimenti lasciavano i tessuti, che al contrario degli orientali, erano molto apprezzati perché erano double-face ed erano considerati prodotti di lusso che ricordavano lo stile tradizionale africano.
Vlisco si vide costretto a cambiare i suoi compratori principali e così cercò di adattare i motivi ai gusti africani aggiungendo colori molto accesi, stampe e nel 1894 cominciò ad assumere disegnatori e stilisti africani, diventando il marchio di lusso più pregiato nell’Africa centrale e orientale.

La cosa curiosa di questi tessuti era che una volta giunti in Africa i rivenditori locali attribuivano ogni volta un nome e un significato preciso ad ognuno di essi per venderli meglio, nel tempo anche l’azienda decise di assumere tali denominazioni perché erano viste come un modo per chi li indossava di raccontare e comunicare qualcosa su se stessi e, in un’epoca in cui le donne non avevano libertà di esprimersi e l’analfabetismo dilagava, i tessuti davano la possibilità di comunicare alcune informazioni su chi lo indossava senza che fosse necessario parlare, si poteva capire infatti se una era sposata, se era il capofamiglia, se era molto colta, orgogliosa di ballare bene e molto altro… Dettaglio a dir poco affascinante!

Anche noi di supercut abbiamo deciso di tenere questo meraviglioso stile, ricco di storia e messaggi quindi non perdete tempo e acquistate i nostri Wax!

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