Bologna e i mulini da seta

Bologna è ed è sempre stata una città tuttofare, dalla cultura alla cucina, dall’arte alla politica, dall’economia alla moda, questa città non si è mai fatta mancare niente.

Da sempre nodo di comunicazioni stradali e ferroviarie grazie alle quali ha goduto di un grande scambio e commercio con i paesi circostanti esportando solo prodotti di qualità fra cui la seta dal 1200 al 1600 circa.

Ma vediamo nel dettaglio in cosa consisteva la produzione della seta e come rese Bologna così importante nel settore.

Ciò che ha permesso a Bologna di diventare uno dei principali centri industriali, leader a livello internazionale nella produzione della seta a partire dal 1200, è stato il sistema idrico della città. Esso era composto da chiuse sul torrente Savena e sul Reno, dai canali del Savena, del Reno, del Navile e delle Moline e dalle chiaviche, le sotterranee condotte che diffondevano l’acqua nelle diverse zone.

La seta è una fibra naturale che viene prodotta dal baco nel momento in cui esso crea il suo bozzolo e diverse erano le fasi necessarie all’ottenimento del tessuto vero e proprio:

  • La trattura: questa prima lavorazione consisteva nello svolgimento del bozzolo; esso veniva messo in una bacinella di acqua calda e mentre una lavorante formava un unico filo con una decina di capi, l’altra lo avvolgeva ad un aspo (performare una matassa). Tale lavorazione si concentrò poi in grandi filande con macchine perfezionate.
  • L’incannatura: ovvero il trasferimento dei fili dalle matasse sui rocchetti, fatto a mano dalle donne questa operazione rallentava il ciclo produttivo, fu così che nel ‘500 introdussero l’incannatoio meccanico.
  • La torcitura: essa consisteva nell’irrobustimento dei fili attraverso più torsioni; inizialmente la pratica veniva svolta a mano conl’aiuto del fuso, ma dal ‘300 cominciarono ad utilizzare una complessa macchina lucchese, il filatoio rotondo, che permetteva di torcere contemporaneamente centinaia di rocchetti. I bolognesi applicaronopoi ad esso una ruota idraulica creando dei veri e propri mulini da seta disposti su 3/4 piani di edifici.
  • La tessitura: fatta anche a domicilio da centinaia di donne e
  • la rifinitura del prodotto nella botteghe artigiane.

La combinazione fra i mulini con ruota idraulica e l’incannatoio meccanico permisero un evidente aumento dei ritmi produttivi e della qualità dei prodotti (i filati erano ritorti più uniformemente e garantivano maggiore resistenza).Grazie all’intera meccanizzazione del processo gli storici hanno definito il mulino da seta alla bolognese un primo modello di fabbrica industriale.
Per paura della concorrenza i bolognesi erano gelosissimi dei segreti legati alla produzione della seta, ma non riuscirono a tenere segreta questa tecnologia tanto a lungo.

Alla fine del 600 a Bologna si contavano 119 mulini, mossi da 353 ruote idrauliche, alimentate dall’acqua che raggiungeva le cantine di interi isolati.I contadini dovevano vendere la seta greggia sul mercato urbano per alimentare le industrie concentrate a Bologna.Quasi tutta la seta veniva esportata grazie a Venezia sul mercato internazionale, soprattutto in Francia, Germania, Fiandre, Inghilterra e Oriente Turco.
Il setificio bolognese permetteva a circa 20.000 dei 50.000 abitanti della città (il 40% della popolazione) di lavorare e vivere.

Per secoli la produzione della seta ha rappresentato il più importante settore dell’economia bolognese, guidata dalla potente corporazione dell’Arte della Seta, per questo il comune di Bologna ha deciso di acquisire il Museo del Tessuto e della Tappezzeria “Vittorio Zironi”

 

nel febbraio 2016, riaprendolo al pubblico il 6 ottobre 2017, grazie alla donazione della famiglia Zironi dell’intera collezione in grado di documentare la produzione tessile europea dal IV secolo al Novecento; inoltre potrete vedere il modello di un Mulino da seta alla bolognese e di un telaio da seta nel Museo del Patrimonio Industriale di Bologna.

Supercut non poteva che cercare di portare avanti la tradizione proponendo meravigliose sete colorate, visita la pagina dedicata “seta” sul nostro shop online.

Che dire, Bologna è testarda, quando si mette in testa di fare qualcosa, ci riesce sempre, la maggior parte delle volte ottenendo ottimi risultati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *