Il tessuto Denim. Da Nìmes.. al mondo intero

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Quando vogliamo andare sul sicuro, ci mettiamo i jeans.
Si perché i jeans stanno bene con tutto.
Stanno bene a uomo e donna. Abbinati ad una camicia, che sia di flanella “da boscaiolo” o bianchissima, rappresentano l’accoppiata più utilizzata da ogni uomo.
Con un tacco o con una scarpa da tennis, con una t-shirt o sotto una felpa, ma anche in versione elegante, non c’è donna che non abbia nell’armadio una vasta gamma di blue jeans.

Peraltro oramai il termine “blue jeans” è stato sostituito dalla sola parola “jeans” in quanto davvero li possiamo trovare di ogni colore, forma, taglio.
Diciamocelo: sono sicuramente l’indumento più popolare del mondo.

Ma quando nascono e come si sviluppa l’utilizzo di questo tessuto che ha colonizzato il mondo?

Il dènim o tessuto di jeans è un composto di due tessuti: il cotone ed il lino.

Questo tipo di stoffa, particolarmente robusta e duratura, è nata per essere utilizzata in ambito lavorativo, differenziandosi dalla tela, più elegante, ma con meno “tenuta” alle sollecitazioni date dal lavoro.

Il termine “Dènim” è la traduzione in lingua anglofona del tessuto “De Nimes”, città francese dove ebbe origine.

l colore blu è quello che più si riconduce a questo tessuto, e infatti, come dicevamo poche righe sopra, il jeans è stato per decenni solo ed esclusivamente blu.

Il porto che riforniva il mondo intero di questo tessuto era quello di Genova, quindi da “blu de Génes a “blue-jeans” il passo è stato breve ed ha fatto sì che questo nome rimanesse collegato per sempre, indissolubilmente al tessuto di Nimes.

Lo sviluppo da prodotto “artigianale” a prodotto di massa, si ebbe quando ad un commerciante americano, un certo Levi Strauss venne proposto di realizzare in grande scala pantaloni con questa trama. Proprio in quel momento nacque il jeans come lo conosciamo noi: forte, resistente, poliedrico.

Nel corso degli anni, a differenza di quanto successo per tantissimi altri capi, il jeans non è mai passato di moda.
Fino agli anni ’50, era solo ed esclusivamente appannaggio dei lavoratori, fu solo grazie al cinema e ad alcuni film che divenne icona di stile e di ribellione.

Nel corso degli anni i tagli cambiarono numerose volte; dai primi modelli caratterizzati da vite altissime si passò a vite bassissime, modelli “skinny”, larghi e anche sdruciti che nei primi anni ’90 entrarono di prepotenza nel mercato anche grazie alla moda lanciata dal genere musicale “Grunge”.

La peculiarità del tessuto denim, è che, a differenza di ogni altro tessuto, l’invecchiamento e l’utilizzo non lo peggiora ma, spesso lo migliora.
Come un buon vino che più invecchia e più ne migliora la qualità organolettica, anche l’usura del jeans, lo rende più apprezzato.

Oggi il Dènim viene utilizzato per la produzione di qualsiasi tipo di abbigliamento, dai pantaloni alle gonne, dalle giacche alle camicie, dai gilet alle borse.
Perfino scarpe e cappelli hanno inserti di questo fantastico materiale, dalla lunga durata e dal costo contenuto.
Negli anni ’80 e ’90 venne utilizzato anche per arredamenti e per i sedili delle auto, marchiate spesso con il nome delle case di moda che producevano il jeans.

Insomma, dopo quasi 300 anni di storia, ancora non ci siamo stancati di utilizzare, comprare, vestire questa fantastica trama.

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