Camicia bianca: quali sono le sue origini e la sua storia?

Non averla nell’armadio è quasi impossibile.

In cotone, in lino, sbottonata o ben chiusa, rimane comunque un ‘must have’ che nel settore della moda ha fatto la storia nonostante – o meglio, soprattutto – grazie alla sua semplicità.

Stiamo parlando della camicia bianca, un capo che ha alle sue spalle radici antichissime e origini inaspettate, che l’hanno portata a rappresentare un elemento versatile in più occasioni, sempre all’insegna dell’eleganza. 

Bisogna infatti risalire fino alle effigie del Paleolitico per intravedere i primi ‘accenni’ di quella che poi nel tempo si evolverà in un capo d’abbigliamento alla moda, passando per il modello della “subucola” e  dell’ “inducola”, cioè due tuniche con maniche larghe portate una sull’altra da uomini e donne nell’antica Roma. 

Saranno i crociati, però, a far sì che la camicia venga conosciuta con il nome con cui siamo soliti chiamarla oggi.  Direttamente dall’Oriente, importarono un tessuto denominato  ‘camis’, cioè un camicie con maniche cucite sopra un corpo centrale indossato dai Persiani:  sarà questo, dunque, l’indumento che suggerirà la struttura definitiva della camicia. 

Da quel momento in poi, il modello è riuscito a spopolare nel corso dei secoli successivi, arrivando a rappresentare quella che per noi oggi è una moda senza tempo. E, come ogni capo d’abbigliamento, durante le epoche ha visto rifiniture, modifiche e variazioni consentendole di modernizzarsi sempre di più, come successe nel 1500. 

È in questo secolo infatti che si fanno largo dettagli articolati come colli plissettati e gorgiere, mentre in epoca barocca si ricordano soprattutto pizzi e jabot realizzati con materie preziose come la seta o la mussola di cotone. 

Fu però uno ‘scandalo’ a renderla celebre come mai prima. Armata di pennello e tela, la pittrice e famosa ritrattista francese Madame Vigée-Lebrun dipinse – nel 1786 – la regina di Francia Maria Antonietta con un abito di mussola, cappello e un fiore in mano. Ad oggi non ci sarebbe alcun male, ma all’epoca si scatenarono furiose reazioni e a questa infrazione seguirono critiche molto feroci. Il pubblico infatti disse che la Regina “si era fatta ritrarre in camicia” violando “le leggi fondamentali di questo Regno”.

La Camicia nel ‘900: tra evoluzione ed emancipazione

Curiosità, origini e incomprensioni hanno segnato la storia più antica di questo capo, ma è nel Novecento che riesce a trovare il suo vero spazio per ampliare fama e successo. Se
in passato era stata causa di scandali, nel secolo scorso la camicia diventa uno strumento di ribellione, di libertà ed emancipazione. 

Questo perché Coco Chanel, grazie alla sua capacità  creativa e alla sua infallibile intuizione, decise di sostituire i corsetti femminili con le camicie bianche maschili: una scelta più che significativa, che coincide con la liberazione del costume rappresentando un forte segnale – nell’ambito della moda – dell’emancipazione femminile.

Un lampo di genio sotto quest’aspetto toccò anche a Christian Dior, stilista che – dopo la Seconda Guerra Mondiale – decise di proporre al pubblico la camicia bianca in una versione innovativa ma lussuosa. Abbinandola a gonne a ruota, questo look riesce a spopolare perfino ad Hollywood, vestendo alcune delle più grandi stelle dello spettacolo e non, come Grace Kelly. 

Arrivati ai nostri giorni, dobbiamo ammettere che la camicia non smette di colpire nel segno e sia per gli uomini sia per le donne rappresenta un simbolo di eleganza senza tempo. Seguendo le mode più in voga, la sua versatilità ci permette di abbinarla con capi diversi, dando vita a qualcosa di unico, che richiama l’eleganza classica coniugata alla bellezza moderna.

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