Misstufi: il secondo membro della giuria di #iosonosupercut

Non esiste concorso senza giuria. Quest’ultima, infatti, rappresenta un tassello fondamentale per procedere verso una corretta e accurata valutazione: grazie all’impegno di chi ne fa parte, i diversi pareri contribuiscono al raggiungimento di una decisione finale capace di delineare il vincitore. 

Fondamentale, chiaramente, è che sia composta da membri esperti del settore: in questo articolo vi presentiamo Sara Forlini di Misstufi, secondo membro della giuria per il concorso di Supercut. 

Cos’è Misstufi e come nasce?

Quando personalità e ambizione si fondano in un’unica cosa, nascono progetti come quello di Misstufi. Stiamo infatti parlando di un’idea di Sara Forlini, che si è concretizzata in un progetto di moda sartoriale artigianale, etica e sostenibile che fonda il suo lavoro sull’attenta scelta dei materiali fino alla loro produzione. Un’idea capace di percorrere una strada dove trasparenza e coerenza rimangono i punti fermi e dove, ovviamente, la determinazione regna sovrana. 

Come la maggior parte delle passioni, i primi segnali d’interesse verso il mondo della moda e del cucito si sono fatti notare già dall’infanzia, quando Sara prendeva i pigiami della mamma trasformandoli in vestiti per barbie e bambole.

La vera scintilla, però, è scattata dal primo anno di superiori, quando ha avuto la fortuna d’intraprendere un percorso scolastico professionale tutto dedito alla sartoria e alla moda (dal disegno alla conoscenza tessile) che è servito a farle capire che quella sarebbe stata la sua strada.

Qual è il segreto per portare avanti progetti di questo tipo?

“Quando si tratta di mestieri artigianali, pensare di essere arrivati è il più grande limiti in un mestiere artigianale – spiega Sara – Non si finisce mai d’imparare: per migliorarsi e crescere professionalmente, la curiosità deve essere, come nel mio caso, la benzina di tutto. Una sana ambizione, invece, è il motore di questa macchina che è la mia attività”. 

Moda: tendenza o passione?

Quando si parla di moda, ci sarebbero tante cose da dire e tante definizioni da citare. In realtà, l’idea di Sara non è quella di seguire cosa va di tendenza stagionalmente o guardare chi fa il suo stesso lavoro, ma piuttosto “osservare ciò che ho intorno per lasciarmi ispirare dalle forme e dai materiali, accostare tessuti pesanti a quelli leggeri, utilizzare tessuti sostenuti per tagli strutturati, come se fossero delle costruzioni architettoniche, tanto quanto tessuti fluidi e impercettibili sulla pelle come le onde del mare”. 

Un’ispirazione, dunque, che si alimenta dal mondo che la circonda, dove i suoi capi si riescono così ad amalgamarsi perfettamente al mondo in cui viviamo.

Quanto è importante credere nei propri sogni?

Se alla base delle proprie realizzazioni c’è l’impegno e il sacrificio, il secondo membro della nostra giuria sottolinea quanto questi elementi siano fondamentali per non arrendersi e arrivare dove ci si è prefissi. 

“Ho lavorato, tanto tanto e duramente, ho fatto la famosa gavetta, ed anche quando mi sembrava di non farcela per davvero, non ho mai mollato.

Quindi forse posso solo dire che se ci si crede veramente, facendo il giusto percorso, mettendo da parte un gran bagaglio di esperienza: mai mollare”. 

 

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