Elena, la seconda vincitrice di #IOSONOSUPERCUT

Sono Elena, e mi diverto a costruirmi il guardaroba, quando non faccio attivismo assieme alle mie socie RebelArchitette (associazione per la promozione della visibilità delle donne in architettura) o.. quando lavoro.

Quando è iniziata la tua passione per il cucito?

Credo di averla da sempre e anche se non ho iniziato con i vestiti, ci ho girato intorno per molto tempo.
A 7 anni il ricamo dalle suore, poi la mamma che apre un bellissimo negozio di biancheria per la casa e tessuti da arredamento.
La sua socia cuciva copriletti, tende, cuscini e tovaglie: quando non andavo per mercerie a cercare il colore giusto per uno sbieco o a far rivestire dei bottoni mettevo insieme gli avanzi per fare delle borse.
A 15 anni ho comprato il mio primo cartamodello Burda, una salopette gonna, ma non avevo idea di come cominciare, figuriamoci finire, e infatti l’ho abbandonato.
Poi 9 anni fa, quando vivevo a Firenze e gli scampoli a peso erano al mercato sotto casa, mi sono fatta regalare una macchina da cucire.
Avevo il mio spazio, la mia macchina personale e tanti tessuti. Internet mi ha dato una bella spinta: mi ha fatto trovare i primi modelli da provare e i libri giapponesi.
Per poi provare i tanti modelli indipendenti, soprattutto francesi.
Ed eccomi qui, dipendente dal ‘me lo faccio da sola’!

Cosa hai imparato durante questi anni di cucito?

Ho imparato a fare le cose per gradi. Piccoli passi per aumentare la difficoltà ad ogni progetto e non pretendere di terminare una cosa difficile (la salopette dei miei 15 anni insegna!).
Oppure mettersi all’opera per piccole frazioni di tempo. Quando c’è un capo che mi fa ammattire cerco di dedicargli poco tempo per volta, una mezz’ora quando posso, in modo da non stufarmi e riuscire a finirlo. La camicia bianca ad esempio mi ha messa alla prova: il cannoncino con le asole nascoste ha richiesto tanti piccoli passi. Ha vinto la tenacia.

A cosa ti ispiri mentre crei?

Libri e siti di abbigliamento giapponesi sono la mia ispirazione principale e Instagram è una fonte immensa.

Usi dei cartamodelli?

Uso solo cartamodelli, non ho mai realizzato un modello da sola, anche perché la maggior parte ha una vestibilità già collaudata e riesco a trovare quello che mi piace già fatto. I modelli indipendenti poi hanno diverso materiale, o blog, su come adattarli a seconda delle forme del corpo (se penso a République du Chiffon, I am pattern, Aime comme Marie, Merchant and Mills, Anna Allen Clothing per citarne alcuni) oppure si può chiedere a chi li ha usati prima di noi. E scambiandosi consigli si creano delle belle amicizie di cucito.
Per ritornare ai miei libri preferiti, i giapponesi, hanno una vestibilità perfetta e vorrei scoprire il segreto del loro metodo.

Che consiglio puoi dare?

Cucite, cucite, cucite e condividete, anche gli errori.

Grazie ai social si fa rete e ci si sostiene nella nostra passione

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