Elena, la seconda vincitrice del premio della giuria del concorso #iosonosupercut

Quando è iniziata la tua passione per il cucito?

Non ho dubbi, novembre 2020.
Non saprei dire il giorno e l’ora esatti, ma nella mia mente il ricordo è nitidissimo: dopo varie peripezie, finalmente ero riuscita ad iscrivermi al corso di taglio e cucito base che tenevo d’occhio da un po’.
Per via della pandemia il corso non poteva essere tenuto “in presenza”, ma l’associazione organizzatrice (il Cucito Cafè, non so se si possa dire o se sia pubblicità -non troppo- occulta) dava la possibilità di seguire le lezioni online e l’insegnante mi aveva addirittura prestato una macchina da cucire, visto che non ne possedevo una.
Dopo la lezione preliminare sull’infilatura della macchina da cucire, che ricordo con un po’ di sofferenza perché ogni volta mi si ingarbugliava tutto, si passava alla prima lezione, in cui tra cuciture dritte, interfodere e angoli si arrivava a realizzare un cestino foderato.
Onestamente, il mio cestino non è venuto granché, anzi! È tutto un po’ stortino e non sono molte le cuciture degli angoli che coincidono, ma, dopo aver eseguito l’ultima cucitura, l’ho guardato e mi sono sentita talmente fiera che, a ripensarci, ancora mi viene la pelle d’oca.
In quel momento ho proprio pensato “io voglio cucire, ancora e ancora!”.
   

Cosa hai imparato durante questi anni di cucito?

In questi anni ho imparato tante nozioni teoriche, ma anche ad essere più paziente: nella vita sono un po’ sbadata e frettolosa a volte, ma quando cucio provo a tenere a mente che un lavoro fatto a regola d’arte non è frutto di un colpo di fortuna, ma il prodotto di una serie di piccoli passaggi eseguiti tutti con cura e attenzione.
Per forza di cose poi, ho imparato ad essere più indulgente con me stessa perché, realisticamente, non sono così paziente e precisa come vorrei e continuo, inevitabilmente, a scucire molto più di quanto non cucia… Ma va bene così, perché, piano piano (scucendo sempre cose nuove), sto facendo progressi!

A cosa ti ispiri mentre crei?

Principalmente ad immagini trovate qua e là su Pinterest e Instagram. Ho la galleria del cellulare così piena di screenshot di abiti che non mi basterebbe una vita per cucirli tutti!

Usi dei cartamodelli? 

Uso sia cartamodelli disegnati da me, sia quelli contenuti nelle riviste come Burda o Fibre Mood o realizzati da creatori indipendenti. Tra i cartamodelli commerciali si possono trovare dei modelli davvero particolari e divertenti da confezionare, per non parlare del fatto che, utilizzando cartamodelli di capi realizzati in tessuti particolari o contenenti elementi che non sapevo ancora confezionare, ho anche imparato cose nuove!

Che consiglio puoi dare?

Il mio consiglio è quello di cucire, cucire, cucire, cercando di lasciare da parte il timore di sbagliare, scucire e rifare. Sono convinta, infatti, che gli errori siano non soltanto parte del processo, ma occasioni per imparare e migliorarsi (alla fine, a me -come penso a chiunque- rimangono sempre molto più impressi i passaggi della confezione per cui mi sono dovuta intestardire, piuttosto che quelli in cui è filato tutto liscio!). Dopotutto, come scrisse Oscar Wilde, “l’esperienza è il nome che diamo ai nostri errori”.

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