Doris Tizzone, vincitrice #iosonosupercut del premio “Colpo di Fulmine”

Siamo arrivati al termine del nostro Grande Concorso “Premiata da Supercut”, è arrivato il momento di conoscere e premiare anche la seconda vincitrice del premio “Colpo di Fulmine” Doris Tizzone!

Quando è iniziata la tua passione per il cucito? 

Ho sempre avuto dentro di me una spinta a creare, piuttosto che comprare.
Passavo ore a costruire o a colorare e da grande ho portato avanti questa passione iniziando dalla creazione di collane con il nome di “Pelteatro”.
Ma creare solo collane non era abbastanza e siccome il cucito è sempre stato uno dei miei obiettivi, nel 2007 ho iniziato corsi di cucito creativo perla realizzazione di pochette, cuscini, portapane, tovagliette e cose del genere.
La vera passione, però, è nata quando ho deciso di frequentare un corso serale di sartoria dove ho imparato a creare modelli e ad apprendere tecniche sartoriali. E’ stato un colpo di fulmine!
Il tempo passato a cucire di sera dopo la mia giornata lavorativa, allenata tutto lo stress accumulato e quando vedo realizzato un mio capo la soddisfazione è cosi tanta che mi commuovo. Sono ingegnere di studi e la sartoria unisce le mie due anime: quella più pragmatica della Doris ingegnere e della Doris dallo spirito artistico.
Mi diverte molto ricercare, creare, mettermi in gioco con nuove sfide e spero che questa passione mi porti sempre progetti nuovi da realizzare.  

Cos’hai imparato durante questi anni di cucito?

Ho imparato che bisogna essere pazienti. Che un lavoro fatto male, può sempre essere rifatto e che se non è andato bene alla prima volta, ci si deve riprovare. Il “fare” porta al “fare” bene.

 A cosa ti ispiri mentre crei?

Spesso vengo ispirata dalle stagioni e dal mio umore, mi piace cucire abiti raffinati e ironici.

Usi dei cartamodelli?

Sì, uso cartamodelli già comprati e spesso li creo da me.

Che consiglio puoi dare?

Tutto è possibile nella vita, e se vuoi iniziare a cucire allora inizia pure un corso, ma l’unica cosa che devi fare dopo è CUCIRE CUCIRE e CUCIRE.

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